Acqua in città. Lo sfogo di un lettore: «Si torna indietro di 30 anni»

guasto idricoAncora problemi idrici in città. La carenza d’acqua, complice anche un autunno dalle temperature primaverili, continua a farsi sentire e a creare disagi ai messinesi. Un lettore ci scrive, per lanciare un appello al Sindaco, agli Assessori competenti, ai vertici dell’Amam affinché trovino al più presto una soluzione a un problema che sembrava ormai relegato al passato ma che è tornato, oggi più che mai, attuale.  

Ecco la lettera:

«Con la presente, mi rivolgo, tramite questo quotidiano, a tutti i messinesi a cui sta a cuore veramente questa città. Nonostante le varie tribolazioni politiche, amministrative, sociali, economiche, culturali che Messina ha dovuto affrontare negli anni, una grande conquista  si era avuta: l’acqua per tutti 24 ore su 24. “Come New York”, scriveva la Gazzetta del Sud quando per la prima volta arrivò l’acqua del Fiumefreddo. Erano gli anni Ottanta, sembrava che l’incubo fosse finito grazie alla caparbietà e tenacia di uomini come il compianto assessore La Vecchia o del Sindaco di allora e anche del direttore dell’acquedotto, l’ingegnere Galatà.

Intanto, sono passati decenni e il problema della mancanza d’acqua era ormai solo un vago ricordo, eravamo certi che la questione fosse chiusa. Falso! Sono bastati meno di due anni perché l’incubo della carenza idrica nelle case dei messinesi ritornasse  prepotentemente nella sua drammaticità.

Oggi l’Amam ha sostituito l’acquedotto comunale, sono passati molti assessori, sindaci e consiglieri a palazzo Zanca ma nessuno si sarebbe aspettato di affrontare nuovamente questo problema, tra i tanti che affliggono la città.

Perché manca l’acqua? Dare una risposta per molti è stato semplice: secondo i vertici dell’Amam  la colpa è da imputare alla siccità, non piove! Come se noi, in Sicilia, fossimo alle latitudini del Nord Europa. Poi, però, si è detto che forse la riduzione d’acqua nelle case poteva essere imputata al fatto che nel 2009 l’acquedotto dei messinesi, lo storico “Alcantara” (costruito e realizzato negli anni Cinquanta dal Comune di Messina) non porta più acqua in città perché la Siciliacque (una società mista francese e con partecipazione della Regione, che ha sostituito l’Eas) fa pagare l’acqua a un prezzo molto alto e quindi non si può utilizzare!

La Santissima, il terzo acquedotto, a causa della siccità non aiuta. Morale della favola, se Giove Pluvio non interviene saranno dolori! È assurdo, ormai da Aprile 2014, la situazione non si normalizza e oggi che siamo a ottobre – visto il clima anomalo – le cose sembrano peggiorare.

Fatta questa breve analisi, volevo concludere con un appello a tutti i concittadini affinché manifestassero in tutte le sedi opportune, perché così non si può più andare avanti!

Dovrebbe intervenire chi può dare voce ai cittadini, mi riferisco ai quartieri, ai consiglieri, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei consumatori. Quello che più mi sconvolge, da cittadino di Messina, è il silenzio del Sindaco, degli Assessori competenti, dei vertici dell’Amam ma soprattutto della nostra classe politica, sia regionale che nazionale, per i quali il problema sembra non esistere o non interessare!

In fede, Sergio Martino». 

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