Elezioni. De Luca sul confronto con Bramanti: «Voglio anche Francantonio Genovese o non parteciperò»

Foto confronto di Cateno De Luca e Dino Bramanti in vista del ballottaggio delle elezioni 2018 a MessinaAmministrative 2018, Messina. Nuovo aggiornamento sulla possibilità di un ultimo confronto pubblico fra Dino Bramanti e Cateno De Luca in vista del ballottaggio del 24 giugno.

Dopo il nuovo attacco di Dino Bramanti che ha accetta la possibilità di un confronto pubblico ma punta tutta l’attenzione sulla, come la definisce lui stesso, “infame campagna di denigrazione e calunnie” di Cateno De Luca, arriva la risposta del deputato regionale.

A quasi 24 ore dal silenzio elettorale, d’obbligo il giorno prima del ritorno alle urne per il ballottaggio, potremmo nuovamente vedere i due candidati a sindaco di Messina seduti uno accanto all’altro. Il condizionale, però, è necessario visto che Cateno De Luca ha appena posto una condizione a cui sembra non essere pronto a rinunciare: la presenza al confronto di Francantonio Genovese che viene definito «il vero candidato a sindaco».

Di seguito riportiamo integralmente la risposta di Cateno De Luca a Dino Bramanti.

«Placido, corro da una parte all’altra della città per incontrare cittadini che hanno deciso di votare per me. Non ho tempo da perdere dietro le contumelie e le bugie che scrivono i tuoi consulenti. Ti sei negato ad ogni confronto per tutta la campagna elettorale pensando di essere vincente. Ora che hai scoperto di essere perdente chiedi il confronto in un salotto “amico”…

Posto che ora sono io in vantaggio pongo le condizioni. Siccome vorrei confrontarmi con il vero candidato a sindaco chiedo che al confronto partecipi anche l’On. Francantonio Genovese e non accetto rifiuti. Tra l’altro è anche più capace di te nel discutere di prescrizione e… condanne!

Ormai è evidente che la tua sconfitta preannunciata dai sondaggi e lo scricchiolio delle poltrone sta causando dei traumi irreversibili al punto tale da costringere lo stesso Bramanti ed il suo staff a parlare di vicende giudiziarie e non di aspetti amministrativi totalmente sconosciuti all’esimio professor esclusivamente impegnato a papparsi la sanità mettendo le mani anche sul Papardo e demolendo il Policlinico. Delle vicende giudiziarie ce ne occuperemo nelle sedi opportune come è giusto che sia. Prendiamo atto che il linguaggio usato dal Professor denota ormai un nervosismo tipico dei disperati che pur avendo il sostegno di tutta la casta politica hanno dovuto prendere atto della sconfitta causata dalla sollevazione del popolo sovrano».

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