Elezioni. De Luca presenta il suo programma per Messina: «Con me sarete cittadini felici»

Foto di Cateno De Luca che presenta il suo programma elettorale per le elezioni MessinaHa scelto Piazza Cairoli il candidato sindaco Cateno De Luca per presentare a Messina, oggi pomeriggio, il suo programma elettorale. «E’ il risultato di 40 conferenze stampa ed oltre 250 confronti: 150 pagine che saranno presto consultabili anche online da tutti i cittadini e che oggi ho deciso di riassumere in 3 punti principali, utili per dare una prima idea generale di quello che faremo nei prossimi 10 anni».

Dieci anni, si. Perchè l’obiettivo di Cateno De Luca non è solo vincere queste elezioni, ma anche le prossime, per poi diventare presidente della Regione Sicilia.

Vivibilità urbana e servizi al cittadino

«Il Comune di Messina è diventato uno stipendificio – ha affermato De Luca. I cittadini pagano le tasse ma in cambio non vengono erogati i servizi. Questo meccanismo deve essere distrutto ed è il motivo per cui voglio smontare il Palazzo Municipale e rimontarlo a modo mio».

Foto di Cateno De Luca che presenta il suo programma elettorale per le elezioni MessinaSecondo il candidato sindaco, infatti, l’immobilismo dell’Amministrazione è una delle cause che ha trascinato Messina nel gruppo delle città italiane con il più basso livello di qualità della vita.

Tra i progetti inseriti all’interno di questa area ci sono:

  • semplificazione e riduzione dei costi della burocrazia;
  • abolizione delle circoscrizioni;
  • chiusura di tutte le società partecipate comunali;
  • lotta agli sprechi
  • introduzione del baratto amministrativo
  • istituzione dei comitati civici e delle sentinelle della vivibilità.

Infrastrutture strategiche

De Luca propone la realizzazione di un insieme di opere finalizzate alla riqualificazione del vasto patrimonio comunale esistente, al risanamento e all’eliminazione delle baraccopoli.

All’interno di questo punto del programma vengono inserite anche tutte le opere come il Ponte sulle Stretto, il museo Mediterraneo del Mare, la riqualificazione dell’ex Sanderson e degli edifici scolastici.

Impresa e lavoro

«Dobbiamo immediatamente dare delle risposte ai nostri giovani e lo faremo attraverso due strumenti che ci consentiranno di creare nuovi posti di lavoro». Il primo è l’Agenzia di Sviluppo Città di Messina. «Il Comune – afferma De Luca – non è riuscito a gestire al meglio i fondi disponibili che gli sono stati assegnati. Non ha partecipato a numerosi bandi, perdendo delle grandi occasioni». L’Agenzia si occuperà proprio di intercettare risorse pubbliche che verranno utilizzate per migliorare e valorizzare il patrimonio cittadino. Dovrà fare anche da tramite per le aziende private, assistendole nella fase di reperimento di fondi destinati a rilanciare prodotti e servizi messinesi. «In questo modo si potrà riattivare il processo di sviluppo imprenditoriale cittadino, creando nuovi posti di lavoro senza dover ricorrere alla politica del clientelismo».

L’altro strumento illustrato da De Luca è un piano di inserimento comunale: 10 milioni di euro l’anno che verranno destinati alle aziende che assumeranno a tempo indeterminato i giovani al completamento, con esito positivo, dei tirocini formativi. «Vogliamo dire basta ai percorsi professionalizzanti che dopo un anno di lavoro rimandano i giovani a casa. Alla fine del tirocinio, garantiremo un contributo a carico del bilancio comunale di 500 euro per il primo anno e di 300 euro per secondo anno e l’azienda non dovrà pagare alcuna contribuzione. Dopo tre anni di lavoro si avrà così tutto l’interesse a mantenere al proprio interno una figura che sarà riuscita a dimostrare nel tempo il suo valore».

Non mancano, infine, le frecciatine agli altri candidati sindaco di Messina. «Accorinti non si presenta ai confronti e manda i suoi rappresentanti. Il motivo? Non parla perché non sa cosa dire». Secondo De Luca, infatti, negli ultimi 5 anni l’Amministrazione non è riuscita a raggiungere obiettivi sufficenti.

Anche su Antonio Saitta il suo pensiero è chiaro: «Sta cercando di nascondere che è stato vicesindaco di Genovese e che ha contribuito, per un pezzo, al fallimento di questa città».

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