Ricerca Unime protagonista di un docu-film. Andrà in onda sulla tv francese ARTE

Si è conclusa una tre giorni di riprese presso l’AOU Policlinico “G. Martino” da parte della troupe della YUZU Productions, per la realizzazione di un film-documentario sulle complicanze neuro-psico-intellettive della carenza nutrizionale di iodio. Il lungometraggio, commissionato dall’emittente televisiva franco-tedesca ARTE, si incentrerà sugli studi clinico-epidemiologici sulla iodocarenza condotti nel corso di oltre 35 anni dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Francesco Vermiglio e sulle ricerche pionieristiche del prof. Peter Pharoah, Emerito del Department of Public Health and Policy, University of Liverpool (UK).
Particolare interesse ha destato l’attività ambulatoriale svolta nell’ambito del Programma Interdipartimentale “Nuovi modelli di gestione multidisciplinare integrata in Endocrinologia” finalizzata alla prevenzione e al trattamento delle malattie tiroidee in gravidanza e alla promozione di specifici programmi di iodo-profilassi nelle gestanti e nelle donne in età fertile. Tale attività, giunta al suo ventesimo anno di ininterrotta applicazione, è stata inizialmente intrapresa nel comprensorio geografico dei Nebrodi, dove negli anni ’80, grazie agli studi condotti dal prof. Francesco Trimarchi, dal prof. Riccardo Vigneri e dal prof. Franҫois Delange, veniva descritto e caratterizzato il cretinismo endemico in tutte le sue varianti cliniche.
A distanza di quasi 40 anni, la stessa area risulta oggi esente dalle più gravi manifestazioni della iodocarenza, a testimonianza dell’efficacia dei programmi di iodo-profilassi portati avanti nel territorio. Un recente contributo scientifico del gruppo di ricerca – composto dai dottori Mariacarla Moleti, Giacomo Sturniolo, Maria Di Mauro, Angela Alibrandi, Alice Candia Longo, Gaetano Tortorella e Antonio D’Angelo, con la collaborazione delle dott.sse Marina Galletti, Mattia Mandolfino e Grazia Giorgianni – ha tuttavia dimostrato come i bambini nati da gestanti iodocarenti presentino, rispetto ai nati da madri con adeguato apporto nutrizionale di iodio durante la gravidanza, un più alto rischio di sviluppare disordini intellettivi specificatamente correlati con le abilità verbali. Tali risultati sottolineano, ancora una volta, la necessità di attuare nelle aree geografiche “a rischio” specifici programmi di sorveglianza della iodocarenza e di promozione della profilassi iodica, individualizzati per le diverse fasce di popolazione (neonati, bambini, adolescenti, gestanti).
Gli autori del documentario hanno manifestato evidente apprezzamento per l’unicità dell’attività clinico-laboratoristico di screening e monitoraggio della funzione tiroidea in gravidanza svolta nell’AOU Policlinico “G. Martino” di Messina, auspicando di contribuire con il proprio documentario all’esportazione di tale modello di gestione assistenziale a strutture ospedaliere di paesi europei ed extra-europei con analoghe problematiche iodo-carenziali.

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